Dietologo
Dott. Marco Missaglia

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DIETA VEGETARIANA

Il termine “vegetariano” comprende un'articolata galassia di regimi alimentari.
Chi sceglie di aderire a questo tipo di alimentazione lo fa in genere spinto da un particolare stile di vita che prevede il consumo di cibi che non comportino uccisione di animali, ma fanno leva anche su aspetti salutistici sempre più interessanti dal punto di vista della Scienza dell'Alimentazione.
In particolare la cosiddetta dieta “latto-ovo-vegetariana”, vale a dire quella che esclude il consumo di carne e di pesce, ma non il consumo di uova e di derivati del latte, è sempre più accettata dai dietologi anzi da alcuni auspicata in quanto garantirebbe fattori protettivi importanti.
Un latto-ovo-vegetariano in effetti può garantire l'introduzione di tutti i nutrienti, senza particolari carenze, fatta eccezione per la vitamina B12, che va integrata necessariamente.
Un elevato consumo di frutta e verdura infatti garantisce l'introduzione di sostanze protettive per il nostro organismo, come gli antiossidanti, e le vitamine come la vitamina A e la vitamina E e di fibre, che aiutano a contrastare alcune forme di tumore, come quello dell'intestino e dell'apparato digerente, ma anche quelli ghiandolari, come il tumore dell'utero, della prostata e della mammella.
Inoltre la dieta latto-ovo-vegetariana contrasta l'obesità, anche se va sempre fatta con cognizione ed è meglio farsi seguire da uno specialista in scienza dell'alimentazione, per non incorrere in un eccessivo apporto in latticini con conseguente rischio di colesterolo elevato.
Differente discorso per chi sceglie di adottare un regime vegano, vale a dire quello che prevede l'esclusione dalla dieta di tutti i prodotti di derivazione animale, quindi anche uova, latte e latticini.
Oltre alla carenza di vitamina B12, i vegani possono andare incontro a carenze vitaminiche, come quelle di vitamina A e di vitamina B2 (riboflavina), così come di sali minerali come ferro, iodio, calcio, con conseguente rischio di anemie da carenza di ferro e dei suoi depositi. La carenza di calcio esporrebbe inoltre a un aumentato rischio di osteoporosi, basti pensare che una dieta vegana non adeguatamente integrata aumenta il rischio di osteoporosi anche del 30%. Anche la carenza di zinco provoca un scarsa protezione sulla pelle e dalle infezioni, agendo lo zinco come stimolante del sistema immunitario.
Per questi motivi, chi sceglie un regime vegano lo deve fare sotto stretto controllo di un medico specialista in scienza dell'alimentazione, e comunque sarebbe da evitare assolutamente in alcuni periodi della vita quali l'adolescenza, per le donne in gravidanza e in menopausa, così come in situazioni particolari, come nel caso di malattie infettive e debilitanti.
Ancora più ristretta la scelta dei crudisti vegani, secondo cui il cibo crudo di origine vegetale avrebbe elementi naturali per la ricostruzione delle proteine. In concreto, allo stato attuale delle conoscenze, queste sono solo teorie.