Dietologo
Dott. Marco Missaglia

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INTOLLERANZE E ALLERGIE ALIMENTARI

Sempre più spesso si sente parlare di “intolleranze alimentari”, anche se sull'argomento è necessario porre chiarezza perché molte volte c'è confusione e inesattezza al riguardo.
Le intolleranze alimentari, dette anche “reazioni avverse al cibo” secondo la denominazione proposta dall'OMS, sono cosa diversa dalle allergie alimentari. Queste ultime coinvolgono il sistema immunitario dell'organismo e sono determinabili in maniera chiara e univoca da esami di laboratorio che determinano la presenza o meno di alcune immunoglobuline.
L'allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario a un determinato cibo. Il sistema immunitario in questi casi riconosce come “pericolosa” una certa sostanza (proteina detta allergene) che per la maggior parte delle persone è invece del tutto innocua, scatenando una produzione di anticorpi che determinano il rilascio di alcune sostanze, tra cui l'istamina. Il rilascio di istamina provoca sintomi quali prurito cutaneo, gonfiore delle mucose del cavo orale, mal di stomaco, tachipnea, starnuti.
Cosa diversa sono le “reazioni avverse al cibo” o intolleranze alimentari, che coinvolgono invece il metabolismo e non il sistema immunitario.
La differenza tra allergia e intolleranza si pone anche per la sicurezza della determinazione diagnostica. Mentre come detto un'allergia è facilmente diagnosticabile attraverso esami di laboratorio, per le intolleranze si entra in un campo piuttosto incerto.
Alcune delle procedure diagnostiche per stabilire se una persona sia intollerante a un determinato alimento sono “unproven”, vale a dire prive di una certa attendibilità diagnostica.
Spesso si sente parlare di improbabili test a cui alcuni soggetti si sottopongono per determinare un'intolleranza, e molte volte questo test sono tanto costosi quanto di scarsa utilità.
L'American Gastroenterologic Association ha stilato un elenco di test per le intolleranze alimentari di scarso valore, ma che vengono spesso “spacciati” come attendibili: tra essi il Test cutaneo intradermico con cibo, la misura dell'attività elettrica cutanea, la Biorisonanza, la conta delle pulsazioni pre e post assunzione del cibo sospetto, la chinesiologia applicata, ecc...
Ciò che più preoccupa è che spesso sulla base dei responsi emersi da questi test viene consigliato di eliminare dalla dieta interi gruppi di alimenti “incriminati”, ma ciò avviene esclusivamente sulla base di supposizioni spesso infondate, con il conseguente rischio di malnutrizione e di incorrere in carenze vitaminico di alcuni alimenti importanti per una dieta equilibrata.
Le intolleranze che si possono stabilire con certezza sono solo due: quella al glutine e quella al lattosio, identificabili però con dei test specifici e accertamenti utili.
Solo una limitata percentuale dei soggetti che si ritengono “intolleranti” lo sono in realtà: per esempio i gastroenterologi hanno accertato come tra i pazienti che si rivolgono a loro credendosi intolleranti al lattosio, dopo il test del respiro, o breath test, (unico utile per determinare tale intolleranza), solo un terzo di essi risulti essere intollerante.
Il consiglio dunque è il seguente: prima di escludere dalla propria dieta un determinato alimento o determinati gruppi di alimenti in quanto ci si crede intolleranti, rivolgetevi ad uno specialista che sappia indicare la diagnosi certa con accertamenti attendibili, da svolgere in centri specializzati, ospedalieri o universitari.