Dietologo
Dott. Marco Missaglia

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Erbe Aromatiche

Le erbe aromatiche hanno questo nome perché emanano aromi gradevoli grazie alle sostanze essenziali contenute in esse: aiutano ad impreziosire i nostri piatti, ma hanno anche proprietà salutari.
Infatti apportano principi nutritivi, vitamine e minerali che ci sono d'aiuto nella digestione e nel metabolismo cellulare.
Esse contengono derivati fenolici, che danno una sensazione di “caldo” definita con il termine di “pungenza” e presentano elevate proprietà antiossidanti.
Fra di essi prevalgono i fenil-diterpeni (presenti nel rosmarino) e e i fenol-glucosidi (presenti nell'origano), le cui proprietà antiossidanti dimostrate in vitro giustificano il loro impiego non solo come aromatizzanti, ma anche come destabilizzanti ossidativi: basti pensare all'uso della salvia e del rosmarino nelle cotture a fuoco diretto delle carni insieme all'impiego degli oli come condimento e al fenomeno conseguente della termossidazione.
Le erbe aromatiche fin dalla antichità accompagnavano la gastronomia dei popoli che si affacciavano sul bacino del mediterraneo, essendo presenti naturalmente in paesi come l'Italia, la Francia la Penisola Iberica, e l'Africa magrebina.
Tra le più diffuse il rosmarino, che nel nome richiama la rugiada del mare, oltre ad impreziosire i nostri arrosti, ha indiscutibili proprietà depurative ed epatoprotettive: oltre ad un'azione depurativa sul fegato e asciugante sui tessuti, sblocca i processi metabolici rallentati, soprattutto sul fronte dei grassi e carboidrati.
La salvia, il cui nome ricorda la salute (dal latino salus) era considerata estremamente valida già in antichità dalla Scuola Medica Salernitana. È efficacie contro le crisi di asma e per curare gli stati di ansia. Meglio non abusarne in gravidanza e in allattamento perché interferisce con la produzione del latte. Anche gli ipertesi non ne devono abusare.
La menta, nota dalla antichità per le sue capacità calmanti e antispasmodiche. Ippocrate la considerava un afrodisiaco, mentre Plinio, ne riconosceva l'azione analgesica. Ha un'azione antispastica, antifermentativa e stimolante la motilità gastrica. Attenzione però se si soffre di esofagite da reflusso.
L'origano, anch'esso noto fin dall'antichità, oggi usato per insaporire piatti tipici italiani come la pizza e l'insalata caprese. Ha proprietà stimolanti sul sistema nervoso, e note sono le qualità digestive di questa pianta. I fiori appena colti riscaldati, appoggiati su una zona dolente, aiutano a rilassare la muscolatura.
Il prezzemolo, già diffusissimo in epoca romana in tutto il bacino del mediterraneo. Le foglie fresche contengono una buona dose di ferro, fosforo, calcio. Inoltre danno un ottimo apporto di Vitamina A e C.
il Basilico, il cui nome scientifico è Ocimum Basilicum, ha un'etimologia che deriva dal greco e significa “re” ed indica l'importanza che anticamente aveva questa pianta erbacea annuale. Originario dell'Asia, si è diffuso in Europa e caratterizza con il suo aroma i piatti della tradizione mediterranea. Ricco in potassio, contiene oltre al ferro, anche calcio, magnesio e fosforo, elementi importanti per la salute delle nostre ossa. Ha proprietà antinfiammatorie, attribuibili all'eugenolo, sostanza che conferisce il caratteristico aroma e è efficacie nel diminuire i dolori reumatici delle articolazioni. Sempre grazie all'eugenolo e alla vitamina A il basilico ha un effetto preventivo sulle malattie cutanee. Gli effetti dell'eugenolo e di altri antiossidanti riguardano anche l'apparato digerente, stimolando l'appetito e favorendo la digestione. È in grado di contrastare l'ansia e lo stress nelle somatizzazioni a livello intestinale. Da ultimo ricordiamo anche l'effetto rilassante sul sistema nervoso centrale, il basilico infatti, assunto sotto forma di infuso, è in grado di contrastare l'insonnia. Una curiosità: la presenza dei flavonoidi nelle foglie stimola la secrezione lattea, risultando di aiuto alle donne in fase di allattamento.