Dietologo
Dott. Marco Missaglia

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LA DIETA MEDITERRANEA: ALLEATO CONTRO I TUMORI DELL'APPARATO DIGERENTE

Le neoplasie gastrointestinali rappresentano la seconda causa di morte per tumore dopo il cancro della mammella nella donna e quello del polmone nell'uomo e in Italia si presentano con circa 50 mila nuovi casi ogni anno.
La battaglia a queste gravi malattie che determinano la morte di circa 20 mila persone all'anno passa dalla prevenzione con le campagne di screening (ricerca di sangue occulto nelle feci e colonscopia) e attraverso la correzione degli stili di vita e la corretta alimentazione.
Tra i determinanti di queste patologie, oltre alla predisposizione genetica, un ruolo sempre più importante viene rivestito dagli stili di vita scorretti e in particolare da un'alimentazione povera in verdura e frutta, ricca invece in cibi insaccati e carne rossa, in modo particolare se cotta alla brace con liberazione dalla combustione della carne di pericolose sostanze cancerogene. Tra gli alimenti è stata dimostrata una correlazione tra l'eccessivo contenuto di sale nelle dieta e il cancro dello stomaco. Attenzione quindi agli alimenti addizionati di sale come gli insaccati ma anche i dadi da brodo e i prodotti da forno salati, per non dimenticare gli snack, le caramelle e i succhi di frutta.
Anche i cibi affumicati e il consumo di alcol giocano un ruolo importante nell'aumentare il rischio di cancro dello stomaco.
Per una concreta prevenzione di queste neoplasie può risultare un valido alleato la dieta mediterranea, come emerso dai lavori dei Convegni Nazionali sulle neoplasie intestinali svoltosi a Firenze. Infatti un'alimentazione ricca di verdura, frutta, e cibi integrali con l'aggiunta di olio extra vergine d'oliva, come quella studiata negli anni '50 del secolo scorso da Angel Keys, può aiutare a prevenire il cancro del colon e dello stomaco.
I cibi integrali proprio perché ricchi in fibra e non raffinati aiutano a controllare i livello di glicemia e di colesterolo, oltre ad apportare preziosi nutrienti. Via libera quindi a avena, orzo, grano, mais, riso, soprattutto se integrali.
Le fibre vegetali accelerano la motilità intestinale e allontanano le tossine e i cancerogeni. La frutta secca come noci (ricche fra l'altro in omega tre), mandorle, semi di zucca, semi di cotone, apportano preziosi elementi quali il potassio, il magnesio,vanadio e composti anticancerogeni su cui si sta concentrando la ricerca della moderna Scienza dell'Alimentazione.
La frutta e la verdura, soprattutto quella moto colorata, oltre all'azione benefica della fibra, forniscono ogni giorno preziosi antiossidanti denominati Phytochemical, importantissimi nel contrastare l'azione dei radicali liberi, composti instabili implicati nella degenerazione cellulare. Oltre agli antiossidanti della frutta e della verdura, le leguminose forniscono dei veri e propri fitoestrogeni, sostanze organiche, che mimando l'azione degli estrogeni ostacolano la crescita neoplastica.

Da qui risulta evidente come la raccomandazione di noi medici nutrizionisti di consumare almeno 5 porzioni tra frutta e verdura nell'arco della giornata, sia quanto più attuale e suffragata dalle più recenti acquisizioni scientifiche.
In particolare per combattere il cancro del colon retto sono indicate le verdure a foglie verde scuro, ricche di clorofilla, come bietole e spinaci, e quelle giallo-arancio come carote, peperone, zucche, ricche di betacarotene. Bene anche tutte le crucifere, come cavolfiori, cavolini di Bruxelles, broccoli ricchi in sulforafano, e ogni tipo di cavolo. Possono giocare un ruolo antitumorale per la presenza di allisolfuri e quericitina anche l'aglio, la cipolla e il porro.
Nella frutta , oltre ai frutti di bosco, ricchi in antociani e flavonoli, risultano validi alleati contro le neoplasie colorettali le varietà arancioni (albicocche, arance, mandarini,...) ricchi in polifenoli e betacarotene, senza dimenticare le mele, soprattutto quelle rosse, ricche di triterpenoidi, antiossidanti in grado di bloccare la crescita tumorale. Giusto quindi l'adagio per cui di frutta e di verdura”bisognerebbe... mangiarne di tutti i colori”
Bisognerebbe poi mangiare la carne rossa non più di una volta alla settimana, preferendo invece quella bianca (pollo, tacchino, coniglio), cercando di abituarsi a sostituire la carne con il pesce, soprattutto quello azzurro (acciughe, sardine, sgombri) ricco in preziosi acidi grassi polinsaturi Omega3, ma anche in selenio e coenzima Q10, composti ad azione antiossidante in grado di ostacolare e distruggere le cellule neoplastiche.
Proprietà antiossidanti sono anche quelle dell'olio extravergine di oliva, tipico della nostra dieta mediterranea, capace di preservare le membrane cellulari dai danni dei radicali liberi, e di ostacolare la proliferazione tumorale.
L'olio d'oliva è anche più stabile ai trattamenti termici rispetto ad altri grassi vegetali, che porterebbero invece alla formazione di perossidi pericolosi per la nostra salute.
Sempre di più la moderna ricerca biochimica e la scienza dell'alimentazione dimostrano come una dieta semplice, priva di alimenti raffinati, ma ricca invece di alimenti integrali, riesca a contenere il livello di insulina endogeno e riesca così a proteggerci dalle principali malattie degenerative. Le 5 porzioni di verdura e frutta alla giornata ci regalano, oltre alla fibra, preziosi antiossidanti in grado di allungarci la vita contrastando l'aterosclerosi e anche le forme tumorali del nostro apparato digerente. E questa appunto è la dieta mediterranea, da qualche anno riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità.